Da Portofino a New Jersey: i fari nel mondo sono in pericolo

Che spettacolo quei fari avvolti dagli spruzzi delle mareggiate che vediamo ogni tanto in qualche immagine photoshoppata ad arte… Onda dopo onda il faro sembra scomparire per qualche secondo dietro un sipario di schiuma per poi ricomparire sul promontorio più fiero che mai, protagonista delle immagini dei fotografi e fedele punto di riferimento di navigatori e di sognatori. E se a un certo punto il faro venisse inghiottito dall’onda e non rispuntasse più? Non è una scena improbabile, purtroppo è già successo più di una volta nel recente passato: il faro di Galveston Jetty Lighthouse in Texas e il Sabine Bank Lighthouse in Louisiana sono crollati a causa di tempeste e mareggiate, mentre il faro di Kauhola Point sulla Big Island di Hawaii è stato demolito dopo essere sato danneggiato dall’erosione.

La mareggiata del 29 ottobre ha causato seri danni anche sui litorali italiani, senza risparmiare neanche il faro di Portofino, situato a 40 metri sul livello del mare e meta di numerosi escursionisti che ogni anno lo raggiungono a piedi, percorrendo un sentiero panoramico. Durante la tempesta che ha sconvolto la Liguria e non solo, il mare ha scalfito perfino la sommità del faro, causando notevoli danni nell’abitazione del custode. Quello di Portofino è, infatti, uno dei pochi fari italiani tuttora abitati. La mareggiata ha lasciato dietro di sé ringhiere distrutte, muretti divelti, balaustre abbattute, finestre in frantumi. C’è chi ha parlato di un vero e proprio tsunami, e il paragone non è affatto inopportuno.

L’innalzamento del livello dei mari, dovuto al cambiamento climatico, causa non pochi problemi e preoccupazioni a livello mondiale anche per la salvaguardia dei fari. Sebbene i fari fossero per definizione dei punti di riferimento solidi per i navigatori, nel caso di alcuni di essi l’unico modo per salvarli dalle intemperie è stato incredibilmente quello di spostarli. Nel 1993, il faro di sud-est di Block Island, vicino a Rhode Island, è stato spostato di 300 piedi nell’entroterra. Nel 1999, il National Park Service ha spostato il faro di Cape Hatteras a Buxton, North Carolina, di 2.900 piedi nell’entroterra, per un costo di 11,8 milioni di dollari. Nel 2014 il faro di Cape San Blas è stato spostato dal punto estremo di una penisola esposta alle tempeste sulla costa del Golfo della Florida in un parco a Port St. Joe. Un anno dopo, il Gay Head Lighthouse sul Massachusetts Martha’s Vineyard è stato spostato di 129 piedi indietro da una scogliera in erosione.

(Foto: Wayne Parry)

Uno dei fari che desta maggiore preoccupazione, come racconta Wayne Parry in un suo recente articolo, è l’East Point Lighthouse di New Jersey che illumina la baia del Delaware da circa due secoli, ma non si sa per quanto tempo ancora riuscirà a farlo. Nancy Patterson, presidente della Maurice River Historical Society, ha di recente organizzato una manifestazione per richiamare l’attenzione delle autorità al pericolo in cui si trova il faro. La sua messa in sicurezza a medio termine costerà all’incirca 3 milioni di dollari, e per il momento si cerca di tamponare l’emergenza puntellando il perimetro del faro con sacchi di sabbia da 3.000 libbre (1360 chilogrammi) e con della terra ammucchiata ai piedi della costruzione alla bell’e meglio. In condizioni normali, la baia si trova a 37 metri dal faro; dalle foto aeree del 1940 si evince che all’epoca la spiaggia tra il faro e la baia era almeno quattro volte più estesa di quella attuale.

(Foto: Wayne Parry)

Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration, il livello dei mari si è alzato globalmente e negli ultimi decenni il processo si è intensificato in maniera preoccupante. Benjamin Horton, professore della Rutgers University e noto studioso del cambiamento climatico ha osservato che negli ultimi cento anni nel New Jersey i mari sono aumentati di 1,3 piedi (0,4 metri). Secondo il professore questo è il ritmo più veloce a cui si sia assistito negli ultimi duemila anni.

Nel corso dei suoi studi sulla natura e il comportamento dell’acqua, Leoanrdo da Vinci giunse alla conclusione che prima o poi le acque finissero per sommergere l’intero pianeta rendendolo inabitabile per l’uomo. Un faro che scompare nell’acqua è pur sempre un faro che indica la strada: quella sbagliata che l’umanità aveva scelto di percorrere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: