Intrappolati nella plastica – stiamo per fare la fine di questo luccio

Abbiamo visto tutti le scioccanti immagini delle isole di spazzatura nei Caraibi, ma anche quella del Pacific Trash Vortex, una gigantesca chiazza di spazzatura che si estende per una superficie almeno quanto la penisola iberica, ma che secondo alcune stime potrebbe raggiungere le dimensioni della superficie degli Stati Uniti. In Guatemala, a Chimaltenango, è stato filmato addirittura un fiume di plastica, dove l’acqua trasporta una quantità incredibile di oggetti di plastica di uso quotidiano.

Una notizia recente che arriva dal Canada ci aiuta a fare uno zoom su quelle immagini per renderci conto che quelle praterie di plastica non si formano da un momento all’altro, ma che ogni piccolo gesto di chi getta via con noncuranza degli oggetti in plastica, anche se piccoli, contribuisce alla devastazione della natura.

Adam Turnbull, durante una giornata di pesca nel fiume Saskatchewan River, in Alberta, ha trovato un luccio incastrato in un anello di plastica utilizzato nel packaging per avvolgere la bottiglietta di una bibita.

Un piccolo involucro di plastica che qualcuno avrà gettato per terra e da lì il vento l’avrà fatto finire nel fiume facendolo diventare una trappola micidiale per un animale. Il cerchietto di plastica si è infilato sul pesce quando era piccolo, e questo, non riuscendo a liberarsene, è stato costretto a crescere con quell’orribile “collare” intorno al corpo, che gli avrà provocato una serie di malformazioni interne, per non parlare del dolore. Quando Adam è riuscito a tagliare la plastica e a liberare il luccio rigettandolo in acqua, l’animale è schizzato via felice tra le onde.

 

Foto pubblicate su Facebook da Adam Turnbull

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