Il silenzio rumoroso sulle acque del Nord

Una lunga barca a remi avanza piano verso uno stormo di uccelli acquatici. Più vi si avvicina, più va piano e per rendere il proprio movimento ancor più impercettibile, il cacciatore a bordo, che prima remava in piedi scrutando la superficie del lago, ora si siede, tira i remi in barca e comincia a pedalare, azionando un’elica a poppa. Improvvisamente questo lento movimento ovattato viene interrotto da un rombo assordante misto al vociare disperato di germani reali o di codoni, fischioni, marzaiole, alzavole e folaghe.

Il cannoncino diabolico della spingarda, nome sia dell’arma da fuoco che del naitì, ovvero dell’imbarcazione a bordo della quale quest’arma era in uso, ha appena sparato i suoi bossoli metallici pieni di pallini di piombo contro lo stormo riuscendo a colpirlo anche da una distanza di quasi cento metri.

Durante la prima metà del Novecento la spingarda era il principale strumento di caccia agli acquatici nei laghi, nelle paludi e nei grossi fiumi del Nord Italia, venendo definitivamente messa a tacere nel 1968.

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